Salvatore Antibo significa toccare una corda profonda della storia sportiva non solo siciliana, ma mondiale
Pietro Mennea è il simbolo della velocità, Antibo è stato il "totem" della resistenza e della classe pura nel mezzofondo.
Vedere quel video di Spalato '90, dove realizzò la storica doppietta 5.000-10.000 metri, fa venire ancora la pelle d'oca, sentire le pulsazioni nelle gambe dopo un 10.000 è un'esperienza che solo chi ha calcato l'anello rosso (o la terra dell'ippodromo) può capire davvero.
https://youtu.be/8P_fSAPbYgM?si=b0UMOZucesjQjA1k
* Il Campione di Altofonte: Antibo non era solo un atleta, era un talento naturale scoperto quasi per caso dal professor Polizzi. La sua corsa era armoniosa, quasi una danza, nonostante la fatica estrema che quelle distanze impongono.
* La Sofferenza e il Silenzio: Un tasto delicato parlando della sua sofferenza post-olimpica. Il "piccolo grande" Totò ha combattuto contro epilessia e problemi di salute che hanno frenato una carriera che poteva dare ancora tantissimo. Spesso le istituzioni dimenticano troppo in fretta chi ha dato l'anima per la maglia azzurra, ma il ricordo di chi, come me a corso con lui a Palermo, resta indelebile.
* La Gara all'Ippodromo: Correre a Palermo, in casa propria, sente una pressione diversa. Le gambe pesano il doppio, ma il cuore spinge più forte.
Perché servirebbe un film su di lui
Proprio come per Mennea, la storia di Antibo è una storia di riscatto. Un ragazzo di Altofonte che arriva sul tetto d'Europa e del mondo, rimanendo legato alle sue radici e al suo allenatore Polizzi, che considerava un secondo padre. Sarebbe un film sulla volontà, sul talento puro e sulla dignità nel dolore.
Un legame che ho vissuto,la fatica dei 10.000 C'è un filo invisibile che unisce quella resistenza aerobica di allora alla capacità di stare in pista oggi.
https://youtu.be/dTaYeMx7W-c?si=Xgcp2ruRFX8mn8lG